Mosca, la nuova terra promessa dei giovani italiani

In tre anni il numero dei giovani italiani tra i 19 e i 35 anni iscritti all'anagrafe russa è passato da 291 nel 2014 a 398 nel 2016
Mosca, la nuova terra promessa dei giovani italiani
22 febbraio 09:38 2017 Stampa

A fronte del 40 percento di disoccupazione giovanile presente nel nostro Paese, sempre più ragazzi italiani decidono di cercare lavoro in Russia. Secondo il Consolato generale dell’Italia a Mosca, l’arrivo dei cosiddetti “cervelli in fuga” nostrani si è incrementato soprattutto negli ultimi tre anni, passando da 291 giovani tra i 19 e i 35 anni iscritti all’anagrafe russa nel 2014 a 398 nel 2016.

I dati fanno perciò presumere che la Russia stia diventando un nuovo mercato su cui poter pensare di progettare il proprio futuro. Per il console generale Gabriele Papadia de Bottini è un Paese che offre molte possibilità lavorative, anche se “non è paragonabile all’Inghilterra o alla Germania per una questione di libertà di movimento. Non siamo nell’Ue, serve il visto”.

Nonostante i limiti rilevati, nella Federazione Russa c’è molta meno concorrenza rispetto all’Europa, ha spiegato Andrea Lucchin, general manager di Brunel Russia. Perciò non è un caso, secondo lui, che sia molto più facile fare carriera. “In Europa ci vogliono cinque anni, qui due o tre anni anche se sei straniero”. Inoltre, i settori migliori dove poter inserirsi sono davvero tanti: si va dal design, arredamento e fashion, all’organizzazione eventi o al settore alimentare. Di questa ampia offerta sembrano essersene accorti i giovani italiani che ora cominciano a fare richiesta per poter lavorare soprattutto a Mosca. “Quando ho iniziato a lavorare qui, nel 2002 – ha concluso Lucchin – ricevevo cinque curriculum di italiani l’anno e ora sono diventati cinque a settimana, di cui un paio di persone sempre sotto i 30 anni”.

Stessa esperienza per Confindustria Russia e la Camera di Commercio italo-russa che continuano a ricevere una grande quantità di curriculum di giovani italiani. “Confindustria collabora con alcune tra le migliori università italiane come Firenze, Roma, Bologna e Venezia e molti ragazzi hanno già fatto esperienza di stage presso il nostro ufficio di Mosca. Alcuni di loro restano poi a vivere e a lavorare con aziende italiane nel territorio” ha dichiarato il presidente Ernesto Ferlenghi, il quale però ha anche chiesto al governo la concessione di maggiori borse di studio per permettere agli studenti di fare più stage all’estero.

Nicole Volpe

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