Mosca, l’italiana Dynys alla Biennale di Arte contemporanea

“Please don’t cry” e “Look Afar” sono le due opere sui grandi conflitti che l'artista ha portato in mostra
Mosca, l’italiana Dynys alla Biennale di Arte contemporanea
25 settembre 16:00 2017 Stampa

Le guerre lontane sono al centro delle opere dell’affermata artista italiana Chiara Dynys. Le due installazioni, esposte alla VII Biennale di Arte contemporanea di Mosca, raccontano i conflitti e la convivenza attraverso il mix tra esperienze reali dell’artista e le esperienze visive dello spettatore.

Ad accogliere la creatività italiana di Chiara Dynys è quella che i russi chiamano la Versailles moscovita, Arkangelskoe, con il suo magnifico parco e i suoi palazzi che appartennero al principe Nikolaj Yusupov, diplomatico sotto gli zar, mecenate e amante dell’arte italiana che conservò proprio in questa reggia fuori dalla capitale la sua collezione di capolavori dal Canova al Tiepolo.

E proprio il santuario degli Yusupov, il magnifico “Colonnato” che ospita una chiesa e una cripta, ha accolto i due lavori di Chiara Dynys. La mostra, curata da Giorgio Verzotti, organizzata in collaborazione con l’Istututo italiano di cultura di Mosca, è stata inaugurata nel fine settimana alla presenza di Teodora Danisi, in rappresentanza dell’Ambasciata d’Italia.

L’esposizione è composta di due grandi installazioni, “Please don’t cry” e “Look Afar”, entrambe del 2016 ed entrambe capaci di parlare dei grandi conflitti che ci sono stati, che ci sono e che hanno segnato la nostra epoca, benché lo spettatore ne conosca solo la versione mediatica e spettacolare. Dall’Iraq alla Siria, dall’Afghanistan all’Ucraina, dal Congo alla Libia. Di fondo una critica, neanche troppo velata a quanto la realtà e la tragedia delle guerre differisca dalla versione raccontata e spettacolarizzata dai media.

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Nicole Volpe
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