Naftogaz non rivela la decisione del tribunale di Stoccolma sul contenzioso Gazprom

L’Ue si propone come “mediatrice”. La Russia attende. Naftogaz tace
Naftogaz non rivela la decisione del tribunale di Stoccolma sul contenzioso Gazprom
26 gennaio 10:33 2018 Stampa

La Naftogaz Ukrainy si è rifiutata di rendere nota la decisione del tribunale arbitrale di Stoccolma sulla disputa con Gazprom per la fornitura di gas russo all’Ucraina.

La società ucraina ha fatto sapere solo che nel testo della decisione vi sono informazioni dettagliate sul contratto e vari accordi aggiuntivi. Allo stesso tempo è presente una clausola sulla riservatezza.

I rappresentanti di Naftogaz hanno spiegato che ci sono stati casi in cui una parte ha tentato di contestare il verdetto sulla base del fatto che l’altra parte aveva divulgato le informazioni.

Neppure le autorità ucraine sono in possesso dei dettagli della decisione della corte.

L’Ucraina ha abbandonato il combustibile russo nel novembre 2015, e nel 2016 per la prima volta non l’ha impiegato per la stagione invernale, sostituendolo con le importazioni da Slovacchia, Polonia e Ungheria. L’arbitrato di Stoccolma, nel mese di dicembre, ha ordinato alla compagnia di stato ucraina, Naftogaz, di acquistare dalla Russia almeno cinque miliardi di metri cubi di gas all’anno, in modo da preservare la condizione “take or pay” per l’80% di questo volume.

Inoltre, Naftogaz dovrebbe pagare a Gazprom 2 miliardi di dollari di arretrati per le forniture, oltre allo 0,03% di tale importo (circa 600.000 dollari) per ogni giorno di ritardo dal 22 dicembre 2017.

La durata degli accordi in essere tra l’Ucraina e la Russia per la fornitura e il transito di gas scade nel 2019.

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