Niente dazio per i vini moIdavi. Con un occhio all’effetto elettorale

Esenzioni doganali alla vigilia delle elezioni parlamentari del 24 febbraio.
Niente dazio per i vini moIdavi. Con un occhio all’effetto elettorale
12 febbraio 10:24 2019 Stampa

Il governo russo ha abolito per 6 mesi il dazio sul vino moldavo, che viene importato in Russia al paese attraverso l’Ucraina. Per i vignaioli moldavi si tratta di un regalo inaspettato. Ma attenzione: le esenzioni doganali concesse possono essere annullate se i partiti anti-Russia dovessero vincere le elezioni parlamentari previste per il 24 febbraio.

Per molte aziende vinicole moldave l’abolizione dei dazi doganali è questione decisiva per ri-tentare la carta dell’export verso la Russia, un tempo primo mercato dei vini moldavi. Prevedere gli effetti immediati di tale decisione è abbastanza arduo perché gli affetti dell’abolizione non può verosimilmente tradursi immediatamente in un’impennata dell’export: prima devono essere sottoscritti ordini e contratti e soprattutto devono essere reperiti i bolli fiscali russi, cronicamente irreperibili. 6 mesi rappresentano un tempo insufficiente per realizzare una presenza istematica del vino negli scaffali della distribuzione . La tagliola del risultato elettorale depone a favore di una interpretazione tattica dell’esenzione concessa. Secondo il titolare della Timbrus, Eugveny Bondartsov, il vino moldavo non può sperare di ritornare agli antichi splendori quando una tavola russa su due vedeva al centro vino moldavo.

Secondo Bondartsov, se i produttori moldavi riusciranno a ri-occupare il 10-15% del mercato russo del vino in 6 mesi si potrà già parlare di enorme successo.

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