Niente energia per minare bitcoin

Enel non intende vendere energia rinnovabile per permettere di estrarre (minare in gergo) le bitcoin
Niente energia per minare bitcoin
06 febbraio 09:19 2018 Stampa

In una nota ufficiale il gruppo italiano guidato da Francesco Starace (presente nella Federazione con Enel Russia) ha chiarito definitivamente la sua attuale posizione: “Il gruppo ha avviato un chiaro percorso di decarbonizzazione e di sviluppo sostenibile e ritiene che l’uso intensivo di energia per i mining di criptovalute sia da considerare pratica non sostenibile e non in linea con il modello di business“.

Secondo indiscrezioni, invece, Enel avrebbe avviato negoziati per la vendita di energia rinnovabile con la svizzera Envion. Nessuna delle due società aveva confermato l’indiscrezione anche se Envion ha dichiarato di essere in trattativa con diversi produttori di elettricità in giro per il mondo. Leonardo Zannella, responsabile del Global front trading office di Enel, aveva peraltro spiegato: “Enel è particolarmente interessata a comprendere come il settore energetico possa beneficiare della tecnologia blockchain. La possibilità per i miners delle criptomonete di spostare le loro attrezzature in luoghi dove l’elettricità costa meno potrebbe essere un vantaggio”. L’intervento di Starace (per ora) mette fine alle indiscrezioni.

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