Non solo benzina e gasolio. L’alimentare nutre gli scambi tra Russia e Kirghizistan

Il 2017 ha portato gli scambi commerciali tra Russia e Kirghizistan  a 1,13 miliardi di dollari. Un miliardo per la fornitura di beni e servizi dalla Federazione Russa alla Repubblica
Non solo benzina e gasolio. L’alimentare nutre gli scambi tra Russia e Kirghizistan
10 gennaio 14:32 2018 Stampa

L’agenzia doganale della Federazione russa ha elaborato i dati dell’interscambio commerciale tra i due Paesi.  L’esportazione principale della Russia ha visto in testa i prodotti petroliferi (410 milioni di $) ma ha registrato anche il balzo dei prodotti alimentari e delle materie prime agricole (169). Seguono i  metalli e prodotti metallurgici (122), prodotti chimici (118), macchinari, attrezzature e veicoli (78), legname, pasta di carta e prodotti di carta (54 milioni).

Nella cooperazione commerciale ed economia con il Kirghizistan sono coinvolte 72 regioni russe. Il più grande fatturato spetta alla Regione di Mosca (220 milioni di dollari), Samara (126), Kemerovo (100), Orenburg (83), San Pietroburgo (72 milioni).

Nel corso del 2017 sono stati conclusi 40 accordi bilaterali di cooperazione tra la Federazione Russa e il Kirghizistan. In particolare, nel luglio 2017, è stato firmato un programma tra il governo di Mosca e l’amministrazione comunale di Bishkek che prevede un interscambio commerciale nel periodo 2018-2020 in grado di raddoppiare il volume complessivo raggiunto nel 2017 dai due Paesi.

Gli investimenti russi sono rivolti principalmente al settore  manifatturiero e alle attività minerarie.

Nell’industria energetica del Kirghizistan investe principalmente Gazprom. In conformità con l’accordo intergovernativo, l’azienda deve spendere almeno 20 miliardi di rubli nel corso dei prossimi cinque anni per modernizzare le infrastrutture del gas nella Repubblica del Kirghizistan.

Tra le altre importanti aziende russe che hanno scelto di investire nell’economia della Repubblica del Kirghizistan troviamo  RN-Kyrgyznefteprodukt (controllata da Rosneft), Est-Geologodobycha (si è aggiudicata la gara per il diritto di uso del sottosuolo del deposito d’oro in Talas) e Rosatom per il progetto “Riabilitazione dei territori degli stati membri EurAsEC esposti a produzione di uranio”.

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