OCM Vino, fine del balletto

Approvate le modalità attuative. Il decreto riguarda l'assegnazione dei fondi comunitari per la promozione del vino nei Paesi terzi per il 2017/2018, con un budget complessivo di circa 102 milioni di euro
OCM Vino, fine del balletto
28 luglio 16:35 2017 Stampa

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto sulle modalità attuative dell’OCM Vino. L’approvazione è avvenuta con deliberazione motivata per la mancata intesa raggiunta in Conferenza Stato Regioni, dove la sola Lombardia aveva votato contro.

Il decreto riguarda l’assegnazione dei fondi comunitari per la promozione del vino nei Paesi terzi per il 2017/2018, con un budget complessivo di risorse di circa 102 milioni di euro, gestite a livello nazionale e regionale . “Diamo così un quadro normativo più chiaro ai produttori che vogliono investire nella promozione sui mercati extra europei – ha commentato il ministro Maurizio Martina -. È uno strumento importante per rilanciare le esportazioni dei nostri vini, in un contesto che vede una concorrenza sempre più agguerrita. Dobbiamo riuscire a comunicare sempre meglio il patrimonio di varietà e qualità che rende uniche e distintive le nostre esperienze vitivinicole”.

Cosa prevede il decreto? Sono ammissibili alcune tipologie di azioni di comunicazione e promozione da attuare in uno o più Paesi terzi. Tra queste le azioni in materia di relazioni pubbliche, promozione e pubblicità; partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di importanza internazionale; campagne di informazione, in particolare sui sistemi delle denominazioni di origine, delle indicazioni geografiche e della produzione biologica vigenti nell’Unione; studi per valutare i risultati delle azioni di informazione e promozione. In particolare si parla della promozione di vini a denominazione di origine protettavini ad indicazione geografica protettavini spumanti di qualitàvini spumanti di qualità aromaticivini con l’indicazione della varietà.

L’importo del sostegno a valere sui fondi europei è pari al massimo al 50% delle spese sostenute per svolgere le azioni promozionali, integrabile con fondi nazionali o regionali.

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Cecilia Valentini
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