Ormoni vietati nelle carni, stop alle importazioni dal Brasile

La Russia ferma da dicembre le importazioni di carni suine e bovina dal Brasile dopo aver rilevato presenza di agenti patogeni e di ractopamina
Ormoni vietati nelle carni, stop alle importazioni dal Brasile
21 novembre 17:00 2017 Stampa

La Russia limiterà temporaneamente le importazioni di carne suina e bovina dal Brasile, in seguito ai controlli che hanno rilevato diverse irregolarità sanitarie, compresa la presenza di ormoni per la stimolazione della crescita vietati dalle leggi federali. I produttori brasiliani di carne erano stati messi in allerta già la scorsa settimana, quando il Servizio di ispezione veterinaria e fitosanitaria della Russia ha reso nota la scoperta di batteri patogeni nelle importazioni di carne bovina, suina e pollame.

Da qui la decisione di congelare le importazioni di queste carni dal Brasile a partire dal prossimo primo dicembre. La decisione è stata presa dopo che i test di laboratorio avevano riscontrato nei campioni esaminati anche la presenza di ractopamina, un additivo per mangimi animali utilizzato per ottenere carni più magre.

La Russia è uno dei 160 paesi che vietano l’uso di questa sostanza, mentre l’ormone è considerato sicuro per il consumo umano in Brasile, Stati Uniti e altri 25 Paesi. Il Brasile rappresenta il 90% della carne di maiale importata dalla Russia e il 40% della carne bovina, risultati ottenuti a partire dal 2014, quando la Russia ha vietato le importazioni di prodotti alimentari dall’Unione Europea come rappresaglia contro le sanzioni per la crisi ucraina. Secondo l’agenzia specializzata Bell,  i prezzi della carne in Russia potrebbero salire dal 5 al 20 per cento circa a causa del divieto temporaneo di importazione.

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