Patrushev annuncia: Siluanov è d’accordo

Via libera Vicepremier (e Ministro delle finanze) al piano vitivinicolo nazionale
Patrushev annuncia: Siluanov è d’accordo
06 agosto 08:22 2018 Stampa

Il Ministro dell’Agricoltura russa Dmitry Patrushev ora è sicuro che il sostegno alla viticultura nazionale non è più un sogno ma una realtà. Compresa l’adozione di una tassa speciale per il vino importato e l’incentivazione per stimolare le vendite di vino russo in negozi e bar,nella ristorazione del trasporto aereo e terrestre, nelle mense aziende statali e in quelle degli enti governativi.

In un primo momento il ministero delle finanze (per bocca anche del ministro Anton Siluano) si era opposto alla introduzione di una tassa speciale per il vino importato

Il pacchetto delle proposte inviate il 4 luglio al primo vicepremier, e che ora il Ministro dell’Agricoltura afferma essere stato accolto, comprende alcuni misure sistemiche e altre tattiche.

Tra quelle a più lungo effetto va certo considerata l’elevata dipendenza dall’estero quanto a importazione di vigne: oltre il 53% delle viti vengono acquistate fuori dalla Federazione laddove il Ministero individua solo nel 30% il tetto massimo di dipendenza dai mercati esteri, in primis quello italiano.

La messa a dimora delle barbatelle necessarie alla viticultura russa sarà quindi il primo pilastro della riforma che prevede un aumento fino a 120-140 mila ettari della superficie vitata nel 2025 (secondo gli ultimi dati 2017, l’attuale superficie coltivata è di 87.600) con un incremento degli occupati stimati in 20 mila addetti in più.

La quota delle importazioni di prodotti vitivinicoli è giudicata eccessiva dal Ministro: il 50% per i vini fermi , il 21% per i vini spumanti. Patrushev rileva che è necessario perseguire una politica più attiva di promozione dei prodotti nazionali finalizzata alla sostituzione delle importazioni. A tal fine ha proposto e difeso la creazione di ulteriori incentivi e condizioni favorevoli per i produttori russi, compreso la liberalizzazione della promozione e della pubblicità con campagne istituzionali sui media russi ( “perché gli stranieri non bevono vino russo”). Via libera anche alla promozione e segnalazione del prodotto nei terreni dove avviene la coltivazione con un importo di 3,5 miliardi di rubli l’anno che verranno prelevati dai proventi della riscossione delle accise ( attualmente il programma statale per lo sviluppo della vitivinicoltura ammonta a 1,5 miliardi di rubli). Il Ministro difende infine la scelta di mantenere accise preferenziali nei confronti dei vini ottenuti da uve nazionali: l’attuale accisa per il vino russo è di 5 rubli per 1 litro, mentre per il vino importato è di 18 rubli e per le “bevande di vino” 36 rubli.

Infine le etichette dovranno riportare l’origine delle materie prime utilizzate, al fine di rendere riconoscibile il prodotto nazionale e portare alla luce il falso made in Russia.

Oggi il servizio stampa del Ministero dell’agricoltura russo ha comunicato che “in generale, i punti specifici proposti sono stati approvati” e che i decreti correlati , compreso l’eventuale adeguamento del quadro giuridico, affidati ai ministeri e servizi competenti.

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