Piemonte-Russia, Fallico: innovazione decisiva su futuro export

Raggiunti i 227 milioni di euro nel primo semestre
Piemonte-Russia, Fallico: innovazione decisiva su futuro export
18 novembre 11:12 2016 Stampa

Calano ma non crollano le esportazioni piemontesi verso la Russia; tiene invece Torino, che da sola rappresenta in valore il 43% delle merci dirette verso Mosca. È la sintesi di quanto emerso – in occasione del terzo seminario italo-russo ‘L’Arte dell’innovazione‘ – dai dati Istat relativi al primo semestre 2016, elaborati dall’Associazione Conoscere Eurasia. Nel complesso, con un valore delle esportazioni di 227 milioni di euro, il Piemonte perde il 6% (-11,2% le importazioni): una contrazione minore rispetto alla media nazionale (-7,1%) ma maggiore della performance registrata a Torino, che chiude il semestre con un -0,9% e un valore dell’export di quasi 98 milioni di euro.

“L’innovazione come elemento trasversale e distintivo di diverse filiere produttive sarà sempre più decisiva nella competizione per le esportazioni verso la Russia – ha detto il presidente di Banca Intesa Russia e dell’Associazione Conoscere Eurasia, Antonio Fallico -, e qui la regione Sabauda è in grado di calare carte vincenti. Meccanica di precisione, industria 4.0, automotive sono solo alcuni dei comparti dove il saper fare piemontese è in grado di incrociare la domanda di Mosca e ripartire dopo quasi 2 anni di congiuntura negativa”.

Ed è proprio la meccanica, con la fabbricazione di macchinari e parti meccaniche, la voce principale tra le merci dirette in Russia con un fatturato che nei primi sei mesi di quest’anno è arrivato a quasi 50 milioni di euro ma che allo stesso tempo ha scontato una perdita netta (-41,5%). Il dato è stato controbilanciato dalla crescita di altri settori del manifatturiero, come le bevande e i prodotti alimentari (+4,7%) – a 41 milioni di euro -, la chimica (+30%, 23,3 milioni di euro) o il tessile (+14,2%, 22,6 milioni di euro). Significativo anche il balzo dei “mezzi di trasporto” che, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, guadagnano il 28,6% e superano i 25mln di euro di mezzi esportati. Su quest’ultima voce, Torino gioca ovviamente la parte del leone, con i 4/5 del valore prodotto e una crescita del 18,6%, mentre rappresenta quasi la metà dell’intera torta agroalimentare, in crescita del 47,9%. Molto bene, nel capoluogo di regione, anche i prodotti chimici (+83,7%) oltre a ‘gomma, plastiche e prodotti per la lavorazione di minerali‘ (+58,8%), che compensano la perdita della fabbricazione di macchinari e parti meccaniche (-55,5%). Tra le altre province, l’export di Cuneo supera i 39 milioni di euro grazie soprattutto ad agroalimentare e apparecchiature, ma registra un forte calo complessivo (-22,6%). In crescita notevole Alessandria (+31,1%), complice l’exploit di vari settori, a partire da chimica e metalli.

Il terzo seminario italo-russo di Torino è organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia, Roscongress, Forum economico di San Pietroburgo e Città di Torino, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia e Studio Legale Gianni, Origoni, Grippo, Capelli & Partners.

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Cecilia Valentini
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