Produzione in crisi e prezzi in crescita, l’alluminio al tempo delle sanzioni

Il ministro Manturov fa il punto sull'andamento del metallo. Prezzi in aumento anche secondo le stime di Fitch
Produzione in crisi e prezzi in crescita, l’alluminio al tempo delle sanzioni
28 agosto 11:18 2018 Stampa

Il ministero dell’Industria e del Commercio della Federazione Russa, Denis Manturov, ha commentato le attuali criticità relative al mercato dell’alluminio su scala globale. “Il deficit mondiale di alluminio si sta gradualmente attestando da 1,5 a 2 milioni di tonnellate all’anno e dobbiamo puntare su una maggiore crescita della produzione, della lavorazione e del consumo di questa materia prima” ha detto Manturov, ricordando che la Russia ha dato vita a un programma per sostenere il settore della lavorazione dell’alluminio, approvato lo scorso anno dal governo. “Ci aspettiamo che quest’anno, come in passato, si possano aggiungere circa 300 mila tonnellate e gradualmente, entro il 2025, arrivare a lavorare un volume pari al 50% di alluminio primario nel paese”, ha sottolineato Manturov.

Il ministro ha ricordato che la Russia ha già adottato una serie di misure per sostenere la compagnia Rusal, primo produttore di alluminio al mondo, che è stata sottoposta alle sanzioni statunitensi. Una fonte del governo lo scorso maggio aveva riferito ai giornalisti che il principale proprietario di Rusal, Oleg Deripaska, ha già presentato al governo un’offerta di acquisto di alluminio dalle riserve statali.

Secondo l’agenzia di valutazione del credito e di rating Fitch, il mantenimento delle sanzioni statunitensi contro Rusal porterà a un aumento dei prezzi dell’alluminio a 3.000 dollari per tonnellata e, nel corso del 2019, a un deficit di metallo a lungo termine sul mercato mondiale.

Gli Stati Uniti all’inizio di aprile hanno infatti introdotto nuove sanzioni contro la Russia, inserendo nella black list diversi uomini d’affari della Federazione e società sotto il loro controllo, in particolare Oleg Deripaska e la compagnia da lui controllata.

Fitch si aspetta dunque due scenari per il mercato dell’alluminio, a seconda dello sviluppo della situazione con Rusal. Se le sanzioni non saranno abolite, il risultato sarà che il prezzo dell’alluminio sul London Metal Exchange (LME) nel 2019 salirà a 3 mila dollari per tonnellata e il mercato globale dei metalli subirà un lungo periodo di deficit. Se invece le sanzioni verranno rimosse, il mercato dell’alluminio sarà normalizzato entro il 2019, osserva Fitch. In questo caso, secondo le previsioni degli analisti, il prezzo dell’alluminio a Londra nel 2018-2019 rimarrà nell’intervallo 2,1-2,3 mila dollari per tonnellata.

Per quanto riguarda i volumi, in caso di permanenza delle sanzioni restrittive nei confronti di Rusal, Fitch prevede che la produzione mondiale di alluminio si attesti al livello di 65,012 milioni di tonnellate nel 2018 e di 68,42 milioni nel 2019. Con la revoca delle sanzioni, la produzione mondiale quest’anno sarebbe invece di 64.775 milioni di tonnellate, per salire nel prossimo anno a 69.52 milioni. In questo caso, secondo Fitch, nel mercato nel 2019 verrà registrato un piccolo surplus di metallo in 9mila tonnellate.

 

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Domenico Nucera
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