Può Donald Trump conquistare 1.237 delegati?

Forte organizzazione di Cruz rispetto quella inesistente di Donald Trump
Può Donald Trump conquistare 1.237 delegati?
13 April 11:26 2016 Print This Article

Prima di approfondire il tema di oggi ci sono due notizie da sottolineare: la prima è che sabato scorso, Bernie Sanders, ha vinto il caucus del Wyoming. Vittoria scontata, vista la natura rurale e la demografia del voto dello Stato (la maggioranza della popolazione è bianca). Come al solito, la ripartizione dei delegati non ha sfavorito Hillary Clinton che è riuscita a portare in carniere 7 delegati su 14, grazie alla scelta dei 4 Super delegates compresi nei 14 in palio. E’ la settima vittoria consecutiva del senatore del Vermont, una vittoria che anche questa volta non ha spostato minimamente la lancetta del paniere dei delegati, lasciando Hillary Clinton ancora saldamente in testa grazie ai Superdelegates (sono in tutto 712) che fino alla convention democratica saranno liberi di scegliere il loro candidato a dispetto del voto popolare. Questo pone senza dubbio qualche domanda sulla natura delle regole all’interno del partito Democratico rispetto proprio ai super delegati, regole che arrivano da lontano ai tempi della nomina di George McGovern nel 1972 e la devastante sconfitta di Jimmy Carter contro Ronald Reagan nel 1980. E’ un tema certamente interessante e che andremo ad affrontare nel futuro.

La seconda notizia, sempre a proposito di regole bizantine, riguarda invece il partito Repubblicano: Ted Cruz ha fatto incetta di delegates in Colorado (gli ultimi 13 delegati) e in South Carolina (5 su 6) per via del conteggio nei congressional district. In particolare, per quel che riguarda lo Stato del Colorado, la fine della redistribuzione dei delegates si è conclusa proprio nella convention di Stato il 9 di aprile dopo il caucus popolare del 1° marzo. La stessa cosa succederà anche fra qualche giorno per lo Stato del Wyoming. Si tratta infatti dei delegates “unbound”, cioè senza vincolo. La vittoria del senatore del Texas sottolinea per l’ennesima volta la forte organizzazione di Cruz rispetto quella inesistente di Donald Trump. Il miliardario, con un staff più impegnato a confezionare pins e cappellini, sta vivendo una campagna elettorale in prima fila grazie soprattutto ad una copertura dei media inusuale per un candidato alle primarie. Il miliardario newyorchese sta praticamente vivendo di rendita con le comparsate televisive, i town hall e i servizi sui vari media sparsi per il territorio statunitense. A dispetto di tutto questo potrà però Ted Cruz, grazie alla sua organizzazione capillare, riuscire a fermare Donald Trump nel raggiungimento del magic number utile per la convention di Cleveland grazie anche alla complicità del Partito Repubblicano, accortosi troppo tardivamente della ascesa dell’immobiliarista? Per rispondere a questa domanda cruciale, può essere interessante fare una previsione per le prossime votazioni basandosi sulla storia degli Stati ancora in gara, i sondaggi, il voto etnico, la classe sociale, la religione di appartenenza e sui risultati fin qui conseguiti dai vari candidati che ancora sono in corsa. Per un completo survey sui risultati fino alla metà di aprile e sul turn out si possono anche già consultare i ‘green papers’ qui. Ricordiamo che sono previsioni basate solo su dati esistenti e quindi facilmente influenzabili da fattori legati al caso o ad avvenimenti futuri. Questo divertente gioco che andremo a fare, in realtà, è propedeutico per capire al meglio il proseguo del cammino delle primarie nei vari Stati e per addentrarci nel mood della scelta finale della convention repubblicana di Cleveland.

19 Aprile
Primarie New York

Delegati: 95 – 14 delegati per chi vince lo Stato mentre il restante ripartito per Congressional District (da ora in poi denominati CD)

Tipo di Primarie: Chiuse

Metodo di ripartizione: 14 delegati per chi vince lo Stato (la soglia è il 20%). Qualora ci fossero più concorrenti oltre la soglia del 20%, i 14 delegati, verranno redistribuiti in maniera proporzionale. Invece i restanti 81 delegati saranno assegnati per CD, esattamente 3 delegati per ogni district (in tutto sono 27). Per i delegati CD la soglia per il candidato è il 20%. Se i candidati oltre quella soglia sono più di due, il primo candidato con un voto in più vince due delegati mentre il secondo solo uno. Se invece un solo candidato vince la maggioranza nel CD passando la soglia del 20% acquista tutti e tre i delegati.

Lo Stato, anche secondo gli ultimi sondaggi vede in netto vantaggio Donald Trump (che proprio di qui è originario) e risulta davvero difficile poter pensare ad un ribaltone dell’ultima ora. Per insidiare Trump, Cruz e Kasich, dovrebbero evitare di lasciare all’immobiliarista più del 70% dei delegati a disposizione, magari nelle contee con più immigration, una classe di voters più restia a votarlo. Kasich (che ad est è senza dubbio più favorito di Cruz) potrebbe dare un po’ di fastidio e sarebbe l’unico in grado di erodere delegati a Trump. Possiamo, quindi, provare ad ipotizzare 80 delegates per Trump e 15 per Kasich.

26 aprile
Primarie: Connecticut, Delaware, Maryland, Pennsylvania e Rhode Island

Connecticut:

Delegati: 28 – 13 per chi vince lo Stato mentre il restante per CD

Tipo di primarie: Chiuse

Metodo di ripartizione: per i delegati CD la soglia è del 20%, chi ha la maggioranza vince tre delegati per district.

Anche in questo Stato, Trump, risulta in vantaggio. Solo Kasich potrebbe dare fastidio in alcune contee, soprattutto quelle più ricche. Molto dipenderà dal risultato che il governatore dell’Ohio potrà fare a New York per determinare il mood di questo Stato. Proviamo ad ipotizzare una ripartizione con Trump a 22 delegates e Kasich a 6.

Delaware:

Delegati: 16 di cui 3 per CD

Tipo di primarie: Chiuse

Metodo di ripartizione: Winner takes all

Considerando i buoni risultati conseguiti da Trump nel Nord-est risulta difficile poter prevedere una sua sconfitta. Possiamo ipotizzare che l’immobiliarista possa vincere tutti e 16 i delegati

Maryland:

Delegati: 38 di cui 24 per CD

Tipo di primarie: Chiuse

Metodo di ripartizione: Winners takes all in tutto lo Stato e per i CD (3 ognuno)

Circa il 56% dello stato è adulto e laureato e questo potrebbe essere uno svantaggio per Trump. Il miliardario non ha fatto bene neanche in Nord Virginia e a DC sottolineando un mood non eccessivamente favorevole in questa parte di regione. Viceversa, i sondaggi vedono il miliardario in vantaggio a due cifre. In questo contesto proviamo ad ipotizzare però anche il fatto che Cruz e Kasich (visto la natura conservatrice/moderata dello Stato) potrebbero riuscire a strappare qualche delegato. Proveremo quindi a dividere i delegati in questo modo: Trump 26 – Cruz 6 – Kasich 6.

Pennsylvania:

Delegati: 71 delegati

Tipo di primarie: Chiuse

Metodo di ripartizione: Winner takes all per 17 delegati mentre gli altri 54 sono senza vincolo di voto per uno o l’altro candidato.

Dal punto di vista nazionale in Pennsylvania l’ultimo repubblicano a vincere fu George W.H. Bush nel 1988. Uno stato quindi parecchio ostico per il partito dell’elefantino. Kasich è nato in questo Stato e, considerando che lo Stato confina con quello dove governa, si potrebbe ipotizzare un leggero vantaggio per lui.  Invece gli ultimi sondaggi danno un vantaggio enorme per Trump, circa il 26%. Un divario troppo grande. Forse nella parte occidentale dello Stato, Cruz e Kasich, potrebbero dare fastidio, ma per il resto, Donald Trump, sembra diretto alla vittoria. Possiamo quindi ipotizzare tutti e 17 delegati a favore del newyorchese.

Rhode Island:

Delegati: 19 di cui 6 per CD

Tipo di primarie: semichiuse

Metodo di ripartizione: ripartizione proporzionale in tutto lo Stato con soglia al 10%. Per i delegati assegnati dai CD vale sempre la soglia del 10%, ma se un candidato vince due terzi del voto riceverà 2 delegati invece di uno.

Lo Stato di Rhode Island può essere equiparato (elettoralmente parlando) a quello del Massachusetts. Proprio in Massachusetts, Trump, ha conseguito il suo miglior risultato dall’inizio delle primarie (ha raggiunto il 49%). Difficile quindi pensare ad una sua sconfitta. Viceversa la bassa soglia del 10% potrebbe favorire Cruz e Kasich, nel tentativo di strappare qualche delegato all’eccentrico miliardario. Proviamo, quindi, con una previsione di questo genere: Trump 11 – Cruz 4 – Kasich 4

3 maggio
Primarie: Indiana

Delegati: 57  –  30 per chi vince lo Stato e 27 per CD (3 per ognuno)

Tipo di primarie: Aperte

Metodo di ripartizione: Winner takes all (anche per i CD)

Anche in questo caso, Kasich, può sperare di avere un buon bounce (visto la vicinanza con la Pennsylvania). Trump, però, ha fatto molto bene nel sud dell’Ohio e nel caucus del Kentucky, una serie di Stati che potrebbero influenzare il voto nella parte sud dell’Indiana. Questo Stato ha anche una buona parte di elettorato evangelico e finalmente anche Ted Cruz potrebbe dire la sua in alcune contee. La vittoria, per il senatore del Texas, risulta certamente improbabile ma potrebbe far bene in qualche district. Il necessario, insomma, per togliere al trend di Trump il numero sufficiente di delegati. La ripartizione finale potrebbe essere questa: Trump 45 – Cruz 9 – Kasich 3.

10 maggio
Primarie: Nebraska e West Virginia

Nebraska:

Delegati: 36 (9 CD)

Tipo di primarie: Chiuso

Metodo di ripartizione: Winner takes all per tutto lo Stato

Qui Ted Cruz può avere grandi speranze, visti i buoni risultati nelle regioni della porta accanto: Iowa, Kansas e il grande vantaggio nella convention di Stato del Wyoming (che si terrà a metà aprile). Con le primarie di natura ‘closed’ e con una demografia favorevole, il senatore del Texas potrebbe andare a vincere facilmente. Ipotizziamo per Cruz tutti e 36 i delegati.

West Virginia:

Delegati: 34

Tipo di primarie: semi chiuso

Metodo di ripartizione: 3 delegati andranno a chi vince lo Stato, 9 per CD e 22 delegati al ballottaggio con preferenza sul candidato, cioè ogni delegato verrà eletto singolarmente con la preferenza sul candidato presidenziale.

In questo Stato, Trump è in enorme vantaggio nonostante i sondaggi un po’ datati. Considerando, inoltre, che Trump ha fatto bene nelle parti confinanti dell’Ohio, Virginia e Kentucky possiamo attribuire tutti e 34 delegates all’immobiliarista.

17 maggio
Primarie: Oregon

Delegati: 28 (15 per CD)

Tipo di primarie: Chiuso

Metodo di ripartizione: proporzionale con soglia al 3,75%

Qui la soglia è bassissima ed è difficile fare una previsione anche se, un recente sondaggio, vedrebbe in vantaggio Kasich, al secondo posto Cruz ed al terzo Trump. Al netto di questi numeri possiamo ipotizzare 11 delegati per Kasich, 9 per Cruz ed 8 per Trump.

24 Maggio
Primarie: Washington

Delegati: 44 – 14 per chi vince lo Stato e 30 per CD

Tipo di primarie: Chiuso

Metodo di ripartizione: per i delegati dei CD se almeno due candidati arrivano al 20% , chi supera l’altro di almeno un voto vince due delegati lasciandone solo uno al secondo. Se solo un candidato supera la soglia del 20% tutti e tre i delegati vanno nel suo paniere. Per la vittoria dello Stato, invece, vige la soglia del 20%. Chi la supera andrà a ripartizione proporzionale.

Per Washington ci sono state due fasi di voto: il caucus del 20 di febbraio (a livello consultivo) e queste primarie, che in realtà andranno ad assegnare i delegati. E’ molto probabile che il risultato si avvicinerà a quello dell’Oregon. Considerando la brutta prestazione di Trump a DC e la sua posizione anti establishment, che poi è quella che lo sta proiettando verso la vittoria finale, possiamo provare a suddividere i delegati in questo modo: Trump 18 – Cruz 16 – Kasich 10.

7 giugno
Primarie: California, Montana, New Jersey, New Mexico e South Dakota

California

Delegati: 172 – 13 per la vittoria nello stato mentre il restante (159) per CD

Tipo di primarie: Chiuso

Metodo di ripartizione: Winner takes all per vittoria Stato e CD (tre ognuno)

Lo Stato della California sarà di vitale importanza nonostante, quest’anno, sia stato posizionato alla fine della corsa presidenziale. L’incertezza della gara repubblicana ha portato il ‘Golden State’ a diventare basilare, uno Stato che molto difficilmente si dipingerà di colore rosso nell’election day di novembre per via della forte inclinazione democratica dei suoi elettori. I sondaggi vedono Donald Trump leggermente in vantaggio, ma sarà nei district la vera battaglia (53 CD). La politica anti immigrazione di Trump potrebbe funzionare come ottimo ‘cavallo di Troia’, in particolare per il supporto dello Stato alla Proposition 187. Anche Cruz e Kasich, però, potrebbero dare fastidio: Cruz ha fatto molto bene nella parte ovest degli Us e Kasich potrebbe dare fastidio in alcune contee ricche della Bay. Alla luce di questa piccola analisi possiamo ipotizzare tale ripartizione: Trump 100 – Cruz 63 – Kasich 9

Montana

Delegati: 27 (3 CD)

Tipo di primarie: Aperte

Metodo di ripartizione: winner takes all in tutto lo Stato

Nel 2008 si votò con il sistema dei caucus, mentre nel 2012 i delegati di questo Stato erano senza vincolo, decidendo alla convention dove potersi schierare. Risulta quindi difficile poter fare un parallelo con i vecchi dati. Lo Stato è in realtà molto favorevole a Ted Cruz per via della demografia del voto, ma le primarie di tipo ‘open’ potrebbero riservare qualche sorpresa al senatore del Texas. Nonostante tutto possiamo provare ad assegnare in previsione tutti i 27 delegati a Ted Cruz.

New Jersey

Delegati: 51 (36 CD)

Tipo di primarie: Chiuse

Metodo di ripartizione: Winner takes all in tutto lo Stato e CD

Questo Stato risente molto dell’influenza di New York. Molto, quindi, dipenderà dal risultato che Donald Trump riuscirà a conseguire nel suo Stato di origine. Riesce molto difficile poter pensare che Cruz, oppure Kasich, possano impensierire il miliardario, al di là di possibili sorprese ad aprile e maggio che potrebbero cambiare il trend positivo dell’immobiliarista. Ipotizziamo quindi una vittoria di larga misura per Trump con 51 delegati.

New Mexico

Delegati: 24 (9 CD)

Tipo di primarie: Chiuse

Metodo di ripartizione: proporzionale in tutto lo Stato con soglia al 15%

Qui, un sondaggio datato di febbraio, vede Trump e Cruz in ‘too close to call’. Senza dubbio la questione dell’immigration terrà banco e quindi si può prevedere un testa a testa fra i due. Ipotizziamo 14 delegati per Cruz e 10 per Trump.

South Dakota

Delegati: 29 (3 CD)

Tipo di primarie: Chiuse

Metodo di ripartizione: Winner takes all in tutto lo Stato

Siamo ormai in dirittura di arrivo con l’ultimo Stato al voto. Qui, Ted Cruz, risulta favorito visti i buoni risultati nel Mid West e nelle grandi pianure. Molto dipenderà dagli ultimi risultati e dal possibile bounce prodotto per i candidati. La maggioranza dei voters è di pelle bianca e di religione cristiana e protestante. Considerando questi due ultimi fattori proviamo ad ipotizzare una vittoria di Ted Cruz assegnandogli tutti i 29 delegati.

Dopo questa lunga analisi, speriamo interessante, proviamo a fare un po’ di conti:

immagine1

Dal grafico vediamo Donald Trump arrivare a 1.193 delegati, poi Ted Cruz a 758 ed infine John Kasich a 207. Se la nostra previsione risultasse corretta si andrebbe inevitabilmente verso una ‘brokered convention’ dal risultato incerto ed impossibile da prevedere. Come abbiamo potuto constatare, il proseguo di questa corsa elettorale si sta giocando sul filo di lana e anche la più piccola variazione potrebbe comportare uno sconvolgimento dei risultati. Dal 19 di aprile si ricomincerà a fare sul serio con i voti veri nello Stato di New York.

Fonti:
FairVote
Real Clear Politics
The Green papers
Federal Election Commission
FrontLoadingHQ
Sabato’s Crystal Ball

Cristoforo Zervos Twitter: @C_Zervos

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Cecilia Valentini
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