Putin firma: la nuova disciplina anti’Fake News’ è legge

I notiziari online e gli utenti che diffondono "notizie false" dovranno far fronte a multe fino a 1,5 milioni di rubli
Putin firma: la nuova disciplina anti’Fake News’ è legge
19 marzo 09:32 2019 Stampa

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato il controverso insieme di leggi che rendono reato il “mancare di rispetto” allo Stato e diffondere “false notizie” online.

Le nuove discipline che modificano le leggi sull’informazione esistenti hanno superato brillantemente e velocemente (meno di due mesi) l’esame di entrambe le camere del Parlamento russo: la legislazione stabilisce punizioni severe per quanti  diffondono informazioni che “manifestano e vidente mancanza di rispetto per la società, il governo, i simboli del governo, la costituzione o gli organismi governativi della Russia”.

I notiziari online e gli utenti che diffondono “notizie false” dovranno far fronte a multe fino a 1,5 milioni di rubli i. Chi invece arreca insulto ai simboli dello Stato e alle autorità (Putin in primis)  avranno una multa fino a 300.000 rubli e 15 giorni di arresto.

Le ammende verranno stabilite e calcolate in base al fatto che l’autore del reato sia un cittadino, un funzionario o una persona giuridica.

Più di 100 giornalisti e personalità pubbliche, tra cui l’attivista per i diritti umani Zoya Svetova e la scrittrice popolare Lyudmila Ulitskaya, hanno firmato una petizione contro la nuova legge, definitita senza mezzi termini “legge-censura-diretta”.

Il Cremlino nega che di censura si tratti: ” L’area denominata “fake news” è regolata in modo piuttosto duro in molti paesi del mondo, Europa compresa. È quindi ovviamente necessario farlo anche nel nostro paese,” ha commentato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

La nuova legge riassume anche introdotte in ordine sparso nel corso degli ultimi 5 anni e impongono ai motori di ricerca di rimuovere  risultati , servizi e contenuti anche di messaggistica finalizzati alla condivisione di giudizi ritenuti “non veri” o “lesivi” della dignità dello Stato e dei suoi rappresentanti.

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