Russia-Turchia, inizia la tregua

Vladimir Putin ha firmato un decreto per la revoca delle limitazioni all'import e ai viaggi dalla Turchia
Russia-Turchia, inizia la tregua
01 giugno 11:00 2017 Stampa

Putin ristabilisce parzialmente l’accordo con la Turchia sulle visite reciproche dei cittadini e abolisce alcune misure economiche contro il Paese di Erdogan. Il presidente russo ha inoltre ampliato l’elenco delle categorie di cittadini turchi che possono entrare in Russia senza dover presentare il visto. La notizia è arrivata dal Cremlino in un comunicato.

Secondo le nuove disposizioni, quindi, nel caso di un viaggio nella Federazione sono esonerati “i cittadini della Repubblica turca che sono membri degli equipaggi di aeromobili nazionali e i cittadini della Repubblica turca che hanno validi passaporti di servizio e vengono inviati in Russia per viaggi di lavoro a breve termine, tra cui le missioni diplomatiche turche e gli uffici consolari in Russia” recita il testo approvato dal presidente russo. Anche i membri della famiglia dei titolari di passaporto validi hanno diritto di viaggiare senza visti “sul principio della reciprocità di misure analoghe adottate nei confronti dei cittadini russi”.

Oltre a queste disposizioni, Vladimir Putin ha firmato un decreto per abolire le restrizioni economiche della Turchia. La Russia, infatti, aveva bandito la fornitura di alcuni prodotti turchi dal 1 gennaio 2016 in risposta all’attacco della Turkish Air Force su un caccia russo Su-24 in Siria. In seguito, alcune restrizioni sono state revocate. All’inizio di maggio, dopo i colloqui con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, Putin ha dichiarato che c’è stato un accordo su una “decisione complessa per sopprimere le misure restrittive nel commercio reciproco”. La Russia e la Turchia il 22 maggio hanno firmato a Istanbul una dichiarazione congiunta per sollevare reciprocamente le restrizioni commerciali.

Il decreto approvato da Putin, che quindi abolisce le restrizioni all’importazione, all’occupazione e ai viaggi in Turchia, secondo il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, non è altro che una formalizzazione degli accordi raggiunti precedentemente con Erdogan. “Quando i negoziati si sono svolti a Sochi, i presidenti hanno affermato che queste restrizioni precedentemente introdotte sono state abolite con poche eccezioni. Questa è stata, infatti, una formalizzazione di questi accordi”, ha detto Peskov ai giornalisti.

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Cecilia Valentini
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