Russia verso voto di settembre, la rivoluzione putiniana alla Duma

I nuovi deputati? Meno stelle, più cervelli e lealtà al Cremlino
Russia verso voto di settembre, la rivoluzione putiniana alla Duma
07 July 09:50 2016 Print This Article

La corsa per la Duma russa è iniziata e il Cremlino ovviamente non può ignorare l’importanza della partita per la formazione della Camera bassa del Parlamento. Un passo strategico, prima delle presidenziali russe del 2018, dove si deciderà il futuro politico del Paese, proprio quando l’eventualità di un quarto mandato per Vladimir Putin per ora non si esclude affatto. A oggi l’idea che è passata dell’attuale legislatura, è una Duma prevedibile e facilmente controllabile dal leader russo, composta da molte stelle dello spettacolo e dello sport. Ma gli esperti promettono che la nuova Camera che si andrà a formare a settembre, con i voti dei russi, non avrà lo stesso volto.

QUANDO SI VOTA. il prossimo importante appuntamento elettorale è a settembre: il 18 settembre 2016 quando si tengono le legislative in Russia. Si vota in tutta la Federazione Russa in un solo giorno di votazione. Le elezioni si terranno nell’ambito di un sistema elettorale misto: su 450 deputati, 225 sono eletti da liste di partito (sistema proporzionale), e 225 con sistema maggioritario. Per entrare nella Duma i partiti devono superare la barriera del 5%. Il sistema misto è stato utilizzato nelle elezioni nel 1993, 1995, 1999 e 2003. Al 1 gennaio 2016 nella Federazione Russa (compresa la Repubblica di Crimea e la città di Sebastopoli) sono stati registrati 109 820 679 elettori, ma si arriva a 111 milioni con i residenti all’estero.

LA CAMPAGNA ELETTORALE. Si tratta di elezioni cruciali. Finisce una stagione politica e ne comincia un’altra, sia nella forma e nella sostanza. Queste sono le prime elezioni dal 2003 a utilizzare il sistema misto in cui la metà dei candidati viene da liste di partito, e l’altra metà dai distretti a singolo mandato. Questo aumenta il ruolo delle élite regionali e di business. Le autorità hanno anche spostato le elezioni in avanti da dicembre a settembre, trasformandole nelle elezioni anticipate da quando il presidente Vladimir Putin è salito al potere. La mossa ha tre radici: le autorità cercano di capitalizzare la loro popolarità; il governo dovrà tagliare la spesa del prossimo anno ai siloviki, il complesso militare-industriale, ai servizi sociali, e alle pensioni e il popolo russo non sarà felice della finanziaria che la Duma di Stato deve certamente far passare questo autunno; potrebbe cambiare la politica estera russa per porre fine al confronto con l’Occidente perchè sta diventando sempre più difficile vivere con prezzi bassi del petrolio e le sanzioni occidentali, e dunque bisognerà mutare anche l’impianto antioccidentale della Duma.

MENO STELLE, PIÙ CERVELLI. Secondo gli insider sentiti da askanews, ci saranno meno stelle dello sport e dello spettacolo, oltre a un’esigenza di fare “pulizia” e formare una Duma più presentabile. Alcuni scandali che hanno coinvolto alcuni deputati hanno lasciato scoperto il fianco del potere centrale all’opposizione extraparlamentare. E ora in vista della corsa impegnativa delle presidenziali 2018, questo non è più ammissibile. E quindi spuntano nomi nuovi in politica, che rappresentano tuttavia una certezza per il pubblico, non tanto dallo spettacolo, quanto per impegno. Sul fronte vicino al partito di Governo Russia unita si segnala ad esempio (il non iscritto al partito) Piotr Tolstoj, anchorman notissimo al pubblico russo e primo per discendenza diretta dello scrittore Lev Tolstoj. Su fronte dell’opposizione si è candidato per il partito filoccidentale Jabloko (Mela) Alexander Sokurov, Leone d’Oro a Venezia 2011. “Il merito della Mela per la società e per la tradizione democratica è evidente: non si perdono, non hanno tradito il loro capo (Grigorij Javlinskij), si sono riuniti intorno a lui e ci sono molti giovani” ha detto Sokurov.

COSA SUCCEDERÀ. Le elezioni è improbabile che sorprendano. Grazie ai distretti a singolo mandato, Russia Unita dovrebbe vincere con un 65-75 per cento di tutti i seggi. I tre partiti rappresentati in Parlamento manterranno le posizioni, Jabloko e altri partiti di opposizione probabilmente non riusciranno a passare. Va comunque notata la nascita di ROST (Sviluppo) il nuovo partito di Boris Titov (attuale garante per l’imprenditoria presso il Cremlino). “L’approccio del nuovo partito è sicuramente molto soft sul piano politico e si concentra soprattutto sul modello economico che dovrebbe seguire il Paese nei prossimi anni” spiega una fonte. “In poche parole si passa da una visione che vedeva nell’allargamento degli Istituti Democratici la via per la trasformazione del Paese anche sul piano economico ad una visione invece che vede nell’allargamento delle possibilità di sviluppo del business privato e della Piccola e media industria la chiave per un lento ma stabile sviluppo della democrazia”.

VETERANI DELLA POLITICA, ADDIO. Nel frattempo, la riforma del sistema dei partiti porterà inevitabilmente alla cacciata dei veterani e l’ingresso di nuovi candidati che mirano a sostituirli. Il leader del partito comunista Gennady Zyuganov e leader del Partito Liberal Democratico Vladimir Zhirinovsky hanno entrambi passato i 70. Dovranno lasciare la scena prima delle elezioni 2021, un cambiamento importante per l’assetto politico interno. Le autorità potranno anche concedere ai partiti minori come Patria, Patrioti della Russia, e ROST la possibilità di vincere uno o due seggi ciascuno in modo che il Cremlino potrà vantare una grande varietà alla Duma. Di conseguenza, la nuova Duma differirà significativamente da quella attuale.

Eurasiatx/Askanews

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Cecilia Valentini
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