Sochi, via al summit con il Sud-est asiatico

Il 19 e 20 maggio vertice tra la Russia e l'Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico
Sochi, via al summit con il Sud-est asiatico
18 maggio 18:13 2016 Stampa

Due decenni di cooperazione tra Mosca e i Paesi del Sud-est asiatico saranno riassunti in occasione del ventesimo summit tra la Russia e l’Asean, l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico, i prossimi 19 e 20 maggio a Sochi. Per l’occasione 11 delegazioni, compresi i leader dei Paesi dell’organizzazione e circa 500 rappresentanti delle imprese russe e straniere, arriveranno nella città sulle rive del Mar Nero.

L’Asean è un’organizzazione che riunisce 10 Paesi del Sud-est asiatico con una popolazione di oltre 600 milioni di persone. Obiettivi dell’organizzazione sono l’accelerazione dello sviluppo economico, sociale e culturale e l’instaurazione della pace e della stabilità nella regione attraverso la rigorosa osservanza dei principi della Carta delle Nazioni Unite. La Russia a sua volta ambisce a partecipare attivamente ai processi di integrazione in questa particolare regione. Mosca vede l’associazione come un partner chiave nello sviluppo dell’architettura della sicurezza e della cooperazione nell’Asia-Pacifico.

Alla vigilia del summit, il presidente Vladimir Putin ha rilasciato una dichiarazione, affermando che “in 20 anni la Russia e l’Asean hanno accumulato una notevole esperienza di cooperazione produttiva in ambito politico, economico e umanitario, nonché nella risoluzione delle questioni internazionali più spinose. Questi legami di cooperazione sono diventati un importante fattore di stabilità e di crescita economica nella regione Asia-Pacifico. I risultati raggiunti – ha proseguito Putin – rappresentano una buona base per portare le relazioni ad un nuovo livello qualitativo di partnership strategica”.

“L’Asean e la regione Asia-Pacifico, in generale, – ha detto a Radio Sputnik il direttore del Centro Asean presso l’Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (Mgimo), Viktor Sumsky – sono d’interesse per la Russia a seguito della loro rapida crescita e per il consolidamento dell’integrazione e della modernizzazione. Ma – ha continuato – nonostante il fatto l’Asia orientale sia una zona relativamente tranquilla, se confrontata con il Medio Oriente, l’Europa orientale e il Nord Africa, si sono accumulate molte sfide e minacce. In particolare suscitano timori il terrorismo internazionale, che si fa sentire in questa regione del mondo, la corsa alle armi, la situazione nella penisola coreana e una serie di contese territoriali, così come il confronto geopolitico tra Stati Uniti e Cina. Tuttavia gli interessi dei Paesi di questa regione risiedono nel fatto che i progressi compiuti supereranno tutte le negatività.”

Secondo quanto affermato dall’economista capo della Eurasian Development Bank (Banca di Sviluppo Eurasiatico), Yaroslav Lisovolik, l’attenzione si sta spostando dalle relazioni commerciali verso la cooperazione negli investimenti. “Per la Russia – ha detto – l’interazione con l’Asean è la chiave d’accesso alla regione in rapida crescita dell’Asia-Pacifico e un punto di partenza per la cooperazione con il Partenariato Trans-Pacifico (Ttp), che racchiude i membri dell’Asean. Inoltre, crea le condizioni per la diversificazione settoriale e regionale e il riorientamento dei flussi commerciali. Si tratta di un enorme potenziale che non è nemmeno iniziato ad attuarsi.”

In merito è intervenuto anche il direttore del dipartimento del ministero dello Sviluppo Economico per l’Estremo Oriente, Rustam Makarov, affermando che “molti progetti nell’Estremo Oriente russo sono più effettivi che in qualsiasi altra regione della Russia o negli stessi Paesi dell’Asean. Uno dei nostri obiettivi principali nell’ambito dello sviluppo avanzato – ha dichiarato Makarov – è rendere l’Estremo Oriente una piattaforma per le nuove produzioni moderne. Gli economisti sanno che esistono i cosiddetti “rischi Paese”, che gli investitori prendono in considerazione al momento di decidere lo stanziamento dei propri capitali in un determinato Stato. In Estremo Oriente questo rischio è pari a zero.”

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Cecilia Valentini
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