Stella dell’hockey russo organizza partita per salvare Artico

Lo scioglimento dei ghiacci a livello drammatico
Stella dell’hockey russo organizza partita per salvare Artico
02 luglio 10:11 2018 Stampa

L’Artico è uno degli ecosistemi più fragili della terra, colpito in modo sproporzionato dai cambiamenti climatici e dal riscaldamento che corre al doppio della media per il resto del pianeta. Per attirare l’attenzione e supporto globali, l’Onu e in particolare l’UN Environment sta organizzando l’ultima partita di hockey su ghiaccio nell’Artico nella primavera 2019. Il programma è guidato dal leggendario giocatore russo di hockey su ghiaccio Viacheslav Fetisov, che è stato designato Patrono delle Nazioni Unite per le Regioni Polari a maggio. “Il mondo di oggi è molto fragile ed è nostro dovere fare di tutto per unire le persone e le nazioni per ricordare loro che non abbiamo un pianeta B”, ha detto Fetisov. “Lo sport e l’ambiente uniranno le persone e ci aiuteranno a proteggere la Terra: il nostro patrimonio comune”, ha aggiunto.

La spaventosa velocità del cambiamento climatico è particolarmente visibile nell’Artico. Quest’inverno la temperatura al Polo Nord era ben al di sopra del normale. Le navi hanno navigato nel Passaggio Artico senza rompighiaccio per la prima volta in quanto lo spessore e l’estensione della copertura di ghiaccio marino nell’Artico sono diminuite.

La partita di hockey, che si giocherà nella primavera del 2019, si svolgerà su una pista di pattinaggio sul Polo Nord. Le squadre includeranno giocatori di hockey su ghiaccio e personalità dello sport di tutto il mondo, nonché popoli e giovani indigeni dell’Artico. L’evento simbolico è un campanello d’allarme per il mondo, che mette in evidenza i modelli climatici che prevedono che l’Oceano Artico sarà libero dal ghiaccio entro il 2040. Durante l’evento, le squadre telefoneranno al Segretario Generale delle Nazioni Unite dal Polo Nord.

Lo sfruttamento della rotta commerciale attraverso l’ Artico consente una drastica riduzione dei tempi di percorrenza oggi necessari agli attraversamenti attraverso il Canale di Suez. Mediamente la riduzione è di un terzo del tempo. Si tratta, quindi, della più importante possibilità di ridisegnare la mappa delle rotte commerciali marittime, sulle quali avviene il 90 % del commercio mondiale.

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