Taormina blindata per il G7, in agenda terrorismo e clima

Si apre stamattina il vertice tra i 7 grandi
Taormina blindata per il G7, in agenda terrorismo e clima
26 May 10:13 2017 Print This Article

Una breve cerimonia inaugurale, poi la foto di famiglia. Appuntamento alle 11:30 al Teatro Greco di una Taormina blindata. Si aprirà così, questa mattina, il G7 dei capi di Stato e di governo sotto la presidenza italiana. Un vertice che si annuncia difficile sin dalla prima sessione di lavoro, con divergenze soprattutto sui temi caldi dei cambiamenti climatici e del commercio internazionale. E anche sul contrasto al terrorismo, dopo l’attentato di Manchester, si sono aperte le prime crepe. Tutti, è vero, concordano sulla necessità di mostrarsi uniti e raddoppiare gli sforzi contro l’Isis e le organizzazioni estremiste. Ma a Londra non sono piaciute affatto le fughe di notizie sull’attentato di Manchester da parte degli Stati uniti. Theresa May, arrivata senza il marito Philip, lo ha già detto chiaro e tondo a Donald Trump in occasione del loro incontro a Bruxelles al vertice della Nato. Lo ribadirà oggi, prima di ripartire per il Regno unito. La premier britannica ha infatti deciso di rientrare in anticipo nel suo Paese e non parteciperà ai lavori di domani.

Ad ammettere le difficoltà è stato ieri a Bruxelles lo stesso padrone di casa, Paolo Gentiloni. Al G7, ha detto, ci “sarà un confronto su temi che interessano centinaia di milioni di persone, forse l’umanità intera: parliamo delle questioni legate al cambiamento climatico, delle questioni legate ai commerci, alle migrazioni, ai rapporti con l’Africa. Non sarà un confronto semplice, ma l’Italia, che svolge quest’anno la funzione di presidenza, cercherà di renderlo un confronto utile e come sempre in questi casi, capace di far convergere le posizioni”.

Insomma, discussioni sì, anche accese, ma nessuna voglia di trasmettere all’esterno la sensazione di spaccature insanabili, neppure sui temi più difficili. Sulla necessità del rispetto dell’Accordo di Parigi sul clima insisterà molto il nuovo presidente francese Emmanuel Macron, accompagnato in Sicilia dall’immancabile Brigitte Trogneux. A margine del summit della Nato di ieri, in occasione di un incontro bilaterale, l’inquilino dell’Eliseo ha chiesto al collega statunitense di “non adottare decisioni precipitose” su questo tema. Non c’è pericolo: Trump non considera certamente i cambiamenti climatici una priorità della sua agenda ed ha già fatto sapere che una decisione sarà presa solo dopo una valutazione degli argomenti che gli saranno illustrati dai suoi consiglieri nei prossimi giorni. Così come resta aperta la questione del commercio internazionale, con l’Unione europea che spinge sull’importanza del multilateralismo contro le tentazioni protezionistiche della nuova amministrazione americana.

Quanto al tema del terrorismo, che ha fatto prepotentemente irruzione sull’agenda del vertice dopo l’attentato di Manchester, Gentiloni punta ad arrivare a un impegno comune, con una dichiarazione ad hoc dei leader. “Sottoscriveremo – ha ribadito – una dichiarazione comune contro il terrorismo per ribadire in modo solenne questo impegno da parte dei Paesi del G7”. Per il presidente del Consiglio, la risposta al terrorismo e all’estremismo violento “deve essere ferma”: contro la strategia del terrore occorre “restare uniti e garantire che i nostri cittadini siano protetti e sicuri”, portando “la lotta al terrorismo a un livello più alto”.

Un messaggio, è l’auspicio, che tutti i membri del G7 devono fare proprio, compreso il Regno unito. Londra aveva minacciato di non condividere più le informazioni di intelligence con gli 007 americani, dopo la fuga di notizie sulla strage di Manchester che ha fatto infuriare non poco il governo. Poi – in tarda serata – ha fatto un passo indietro, annunciando di avere ripreso la collaborazione con Washington, probabilmente rassicurata dall’intenzione di Trump di fare piena luce sui leaks. Il presidente Usa, tra l’altro, subito dopo il suo arrivo a Taormina, è stato raggiunto dalla notizia dell’indagine dell’Fbi sul genero e consigliere Jared Kushner sulle presunte interferenze della Russia di Putin sulle elezioni Usa.

Per espresso volere di Gentiloni, inoltre, i Sette Grandi (oltre al premier italiano, Trump, Macron e May, anche il giapponese Shinzo Abe, dal Canada Justin Trudeau, la cancelliera Angela Merkel e fuori dal formato per l’Ue Donald Tusk e Jean-Claude Juncker) discuteranno anche di migrazioni. Non a caso alla sessione “outreach” di sabato sono stati invitati i leader di Tunisia, Niger, Nigeria, Kenya ed Etiopia, ma anche i rappresentanti di Unione africana, Banca africana per lo Sviluppo, Organizzazione per la Cooperazione economica e lo Sviluppo, Nazioni unite, Fondo monetario internazionale e Banca mondiale.

I lavori del G7 termineranno domani con la conferenza stampa di Gentiloni alle 15, a cui seguiranno quelle degli altri leader. A margine, è previsto un ricco programma per le first ladies e il first husband tedesco (c’è grande attesa e curiosità per l’arrivo di Melania Trump), che, accolti da Manuela Gentiloni, domani tra l’altro saranno impegnati in un giro in elicottero sull’Etna e a un’escursione nell’ex monastero dei Benedettini, prima del rientro a Taormina per la cena offerta del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Eurasiatx/Askanews

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Cecilia Valentini
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