Tkachev: contro-sanzioni per altri cinque anni

Il ministro dell'Agricoltura ha sottolineato come le sanzioni abbiano generato ottime opportunità per il comparto
Tkachev: contro-sanzioni per altri cinque anni
27 settembre 09:30 2016 Stampa

Il ministro dell’Agricoltura della Russia, Alexander Tkachev, ha parlato oggi ai giornalisti russi confessando che vorrebbe vedere le sanzioni alimentari contro l’Unione Europea (in risposta a quelle imposte alla Russia dall’Occidente) prolungate per altri cinque anni. Il politico, governatore della regione di Krasnodar Krai e a capo del ministero dell’Agricoltura da aprile 2015, ha sottolineato che l’attuale situazione politica generata dalle sanzioni europee di fatto ha permesso di cambiare in positivo lo status del comparto alimentare russo. Negli ultimi due anni, infatti, gli ingenti stanziamenti messi in campo dal Cremlino hanno permesso di aumentare la produzione, implementare la tecnologia russa e avvicinare il cittadino russo ai prodotti locali esposti sugli scaffali dei supermercati a discapito di quelli stranieri fermati dall’embargo.

“In primo luogo – ha detto Tkachev – siamo competitivi grazie al sostegno significativo ad opera dello Stato, grazie a cui la produzione agricola è aumentata in media del 20%. In secondo luogo la svalutazione del rublo ha reso più costosi i prodotti esteri e il risultato finale è che i prodotti venduti in dollari oggi sono più costosi. Infine, la cosa più importante è che il consumatore domestico ha iniziato a guardare con piacere lo scaffale con i prodotti russi”.

Un successo, quello dell’import substitution, talmente evidente che secondo Tkachev la rimozione delle sanzioni non creerebbe alcun danno in quanto il Paese è ormai in grado di produrre e commercializzare diversi prodotti “Made in Russia” in diverse categorie senza dover importare i prodotti dall’estero. Come esempio, Tkachev ha citato il caso della carne di maiale e del pollame, produzione in cui la Russia è diventata completamente autosufficiente e non necessita più di importare dall’estero. Secondo il ministro, gli allevatori di bovini russi saranno in grado di fornire al Paese circa l’80-85% del fabbisogno entro i prossimi cinque anni.

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Davide Lonardi
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Giornalista iscritto dall'Ordine Nazionale dal 2011, nutre una particolare passione per il mondo dell'editoria online. Collabora con diverse testate occupandosi anche di strategie di marketing e di personal branding sul web

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