Trump è il nuovo Presidente degli Stati Uniti

Partiva svantaggiato nei sondaggi
Trump è il nuovo Presidente degli Stati Uniti
09 November 12:31 2016 Print This Article

Donald Trump è il 45esimo Presidente degli Stati Uniti d’America ed il primo presidente nella storia americana a non avere mai ricoperto ruoli istituzionali.

Partiva svantaggiato nei sondaggi: aveva bisogno di confermarsi in molti degli Stati incerti, doveva sfondare nel nord est conquistando almeno un Stato di tradizione democratica, e così è stato.

Il grande risultato di Trump, dopo un testa a testa al cardiopalma, arriva nella notte, quando è riuscito a portare a casa l’Ohio, la Florida e alla fine la Pennsylvania, Stato in cui l’ultimo repubblicano a vincere è stato Bush senior nel 1988.

Arrivano poi le vittorie in Wisconsin ed Iowa e probabilmente quella in Michigan, anche se lì è ancora in corso lo spoglio dei voti, e per Trump la strada è diventata completamente in discesa.

Qui doveva vincere, e così ha fatto.

“Non vi deluderò mai”. Così, il tycoon newyorkese, ha arringato i suoi nel suo quartier generale a New York. E’ salito sul palco solo dopo aver aspettato la sicurezza dei numeri e la telefonata di congratulazioni di Hillary Clinton.

Il suo discorso, dopo i veleni di una delle campagne elettorali americane più brutte di sempre, è stato di tono presidenziale, si è congratulato con la Clinton per il grande lavoro di politico svolto in questi anni e ha sottolineato che sarà il presidente di tutti, cambiando completamente i toni e l’atteggiamento che lo hanno caratterizzato dagli inizi di febbraio, lungo tutta la corsa alla Casa Bianca. Donald Trump, ha inoltre sottolineato la parola “movimento” ed in un certo senso è così: perché non ha vinto il partito in questo caso, ma l’uomo supportato dalla sua gente, da questo nuovo movimento che definire esclusivamente di protesta è molto riduttivo.

La vittoria di Trump ha dell’incredibile.

E’ riuscito a vincere le primarie, da solo, per poi finire la grande volata con la vittoria della casa Bianca, persino contro buona parte del suo partito, che non lo ha mai amato, forse per paura di perdere consenso e soprattutto per la paura di perdere potere politico. Il partito Repubblicano che fino a poche fa, sembrava ormai sull’orlo del precipizio, conserva anche la maggioranza al congresso mantenendo la Camera ma soprattutto il Senato, che è stato in bilico fino all’ultimo. Questo della maggioranza al Senato era un altro dei nodi cruciali da sciogliere questa notte.

Per Hillary Clinton, invece, è stata una sconfitta pesantissima ma non solo sua, anche per il partito Democratico e soprattutto per Barack Obama, che è sceso con lei in campo per la campagna elettorale in questi ultimi mesi. Non è da escludere che probabilmente questo risultato sia anche figlio di otto anni di politiche delle passate amministrazioni che hanno dimenticato una buona fetta della popolazione americana, fra cui la working class in grande difficoltà. I mercati, invece, davanti allo spauracchio Trump, hanno aperto in rosso, ma almeno per il momento sembrano contenere le perdite. Anche in questo caso bisognerà aspettare qualche giorno per far tornare tutto alla normalità.

Ora parte del Paese America, quella parte che ha sempre visto Trump come un buzzurro, un demagogo ed un neo fascista andrà a dormire non sapendo più in che Paese vive. Invece, in realtà, l’America rimane l’America, cioè un grande paese democratico dove decide il popolo.

Ora bisognerà aspettare gennaio del prossimo anno per l’insediamento del nuovo Presidente ed è difficile a caldo poter andare più profondamente a capire questa incredibile vittoria. Nei prossimi giorni analizzeremo con dati alla mano la notte pazzesca che abbiamo appena vissuto.

Cristoforo Zervos Twitter: @C_Zervos

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Cecilia Valentini
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