Turkish Stream, Gazprom e Turchia accordano il finanziamento

L'intesa è avvenuta a margine del 22esimo Congresso mondiale del Petrolio di Istanbul
Turkish Stream, Gazprom e Turchia accordano il finanziamento
11 luglio 16:00 2017 Stampa

Accordo definitivo tra Turchia e Gazprom sul finanziamento del gasdotto Turkish Stream. Lo ha annunciato Burhan Ozcan, il direttore della società statale turca Botas per la gestione del gasdotto, durante il 22esimo Congresso mondiale del Petrolio a Istanbul. Tuttavia, secondo l’agenzia di stampa russa Ria Novosti, Ozcan non ha potuto rivelare cifre e percentuali del finanziamento.

In apertura del World Petroleum Congress, il ministro dell’Energia e delle Risorse Naturali della Turchia, Berat Albayrak, ha definito il gasdotto in costruzione un “progetto chiave” per la fornitura di gas al proprio paese e la diversificazione delle rotte di approvvigionamento per l’Unione Europea. Il ministro ha poi promesso che la Turchia raddoppierà la capacità di stoccaggio del gas naturale liquefatto (Gnl) entro sette anni. “Negli ultimi 15 anni la Turchia ha triplicato i suoi consumi energetici e, per fare crescere ulteriormente il consumo, il nostro paese sta cercando di aumentare la capacità di stoccaggio di Gnl”, ha affermato.

La prospettiva è quella di arrivare nel 2023 a una capacità di deposito di 11 miliardi di metri cubi di gnl, “diventando così uno dei paesi con la più alta capacità dell’intera regione”, ha detto ancora Albayrak davanti alla platea della sala cerimoniale del Centro congressi di Istanbul. Albayrak ha parlato anche di nuovi progetti per trovare gas naturale: “Ci stiamo concentrando su attività di esplorazione nel Mediterraneo come anche nel Mar Nero – ha detto il ministro– prima faremo ricerche sismiche e successivamente porteremo avanti esplorazioni e poi perforazioni. Si tratta di progetti molto importanti  per la sicurezza energetica della Turchia ma anche dell’Europa”.

Al Congresso è intervenuto anche il presidente Recep Tayyip Erdogan, il quale ha parlato della collaborazione con la Russia per il Turkish Stream: “si tratta di uno dei progetti più importanti ma siamo pronti a visionare anche nuovi progetti che si basino su un altro approccio”. La necessità della Turchia di partecipare a più progetti viene dal fatto che il Paese della Mezzaluna, avendo poche risorse, dipende dal gas estero: “Siamo dipendenti dall’importazione dall’estero di gas e petrolio causa della scarsità delle nostre risorse a livello di idrocarburi” ha spiegato Erdogan. “Nel 2050 – ha aggiunto il presidente – la domanda energetica crescerà di 2/3 rispetto ad oggi, ma il 10 percento dei nostri bisogni saranno soddisfatti non appena avremmo completato i progetti delle centrali nucleari di Akkuyu, con la Russia, e di Sinop, in collaborazione con il Giappone”.

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Nicole Volpe
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