Levytskyy: una strategia condivisa in Ue contro la crisi in Ucraina

Il Direttore dell'Istituto ucraino sulle strategie delle sviluppo di Bruxelles è intervenuto oggi all'incontro a Montecitorio
Levytskyy: una strategia condivisa in Ue contro la crisi in Ucraina
26 aprile 12:27 2016 Stampa

“In Ucraina c’è un corto circuito”. Lo ha detto Victor S. Levytskyy, Direttore dell’Istituto ucraino sulle strategie dello sviluppo di Bruxelles, in occasione del dibattito “Ucraina, crocevia tra Occidente ed Eurasia“ svoltosi oggi a Montecitorio. Secondo Levytskyy in Ucraina c’è una specie di “corto circuito: è un punto dove l’energia fa corto, ma basta un fusibile perché la situazione cambi. Va ricordato però che siamo alla resistenza, anzi alla resilienza, facciamo fatica ad andare avanti. Lo stipendio medio è di 120 euro mensili, il Pil è sceso del 50%. Voglio sottolineare: qualsiasi sistema ha una resistenza, la nostra si sta realmente esaurendo”, ha detto.

Levytskyy ha spiegato che il tempo per la diplomazia è finito, e a distanza di oltre 1 anno da Minsk è “tempo di agire. Non basta sedersi ad un tavolo e scegliere chi fa cosa, e come. Il popolo Ucraino non ce la fa più a resistere e ha bisogno dell’aiuto dell’Europa”.

“Io sono nato in un territorio che oggi non è piu dell’Ucraina: quindi oltre al problema teorico, sento un coinvolgimento personale molto forte”, ha detto Levytskyy. “Nonostante questo però vorrei parlare del coinvolgimento dell’Ucraina come attore dell’Europa di oggi. Noi, quindi, come parte della società civile, siamo chiamati a parlare e trovare risposte a quanto sta accadendo. È stato sprecato del tempo, e ogni momento che passa è anche  uno spreco di vite. Dico tutto questo per chiedervi aiuto – ha detto -. Voi potreste anche non essere interessati, ma oggi l’Europa è a pieno titolo un player importante nell’accordo di Minsk, ed ha anche la responsabilità di quanto sta accadendo nel nostro Paese. Non arginare questa situazione alimenta tante cose, dalla criminalità al contrabbando, dal crollo sociale fino a quello mentale e fisico. È assolutamente indispensabile fermare tutto questo, è ciò è possibile solo attraverso l’attuazione dell’accordo di Minsk”.

‘In che modo si può quindi contribuire all’individuazione di una soluzione?’, ha chiesto Angiolino Lonardi, direttore di Eurasiatx e moderatore dell’incontro. “Con una strategia precisa e condivisa. Se devo essere sincero, però, mi pare che siamo ancora lontani da una decisione. Il punto non è capire se i punti al suo interno siano giusti o sbagliati, è importante andare avanti e agire, ora. Se ci fermiamo a pensare, chi ne pagherà le conseguenze sarà solo il popolo ucraino. Quello che per voi è solo una sfida, per noi si tratta di sopravvivenza: prima rientreremo in una situazione di normalità meglio sarà. Non abbiamo più tempo di andare avanti a disquisire su chi attuerà l’accordo di Minsk, come e perché. Ciò che conta è decidere al più presto possibile in che modo e chi dovrà attuare questi accordi”.

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Davide Lonardi
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Giornalista iscritto dall'Ordine Nazionale dal 2011, nutre una particolare passione per il mondo dell'editoria online. Collabora con diverse testate occupandosi anche di strategie di marketing e di personal branding sul web

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