Vita, morte e miracoli di una scarpa

Parte a Mosca l’etichettatura sperimentale. Perché, come funziona, cosa succederà?
Vita, morte e miracoli di una scarpa
08 giugno 09:22 2018 Stampa

È partito in Russia il progetto pilota per la marcatura delle scarpe. La fase sperimentale si concluderà il 30 giugno 2019. Il giorno successivo, primo luglio, la marcatura delle calzature diventerà obbligatoria. L’adesione al progetto pilota era facoltativa. Hanno aderito alcuni produttori e retailer russi tra cui Kari, Zenden, Sportmaster, House of Clothes, Egorievsk-Shoes, Kotofey. Come funziona: a ogni scatola di scarpe sarà applicato un codice digitale grazie al quale diventa possibile tracciare l’intero percorso di ogni singolo paio di scarpe. Il sistema registra il trasferimento di merci in ogni passo della catena logistica, rendendo (perlomeno) sulla carta impossibile l’ingresso di prodotti illegali, obiettivo primario del governo russo. Tra le conseguenze: la possibile riduzione del 10% del costo delle merci, anche a causa del previsto aumento della quota di mercato e dei volumi di produzione dei prodotti legali. “Per il momento noi produttori italiani abbiamo osservato solo un aumento di costi per adeguarci alle pratiche burocratiche, dal tempo per la formazione degli addetti a quello che occorre per la compilazione dei documenti fino all’acquisto di software e stampanti” ci dice Marino Fabiani, il cui calzaturificio ha Mosca come primo mercato. “Siamo stati costretti ad adeguare anche la produzione visto che c’è bisogno di una postazione internet vicina a dove si svolge l’inscatolamento delle scarpe”. Per l’imprenditore marchigiano i rischi sono due: “Il primo è che dopo un primo periodo nel quale la dogana sarà molto attenta nei controlli ci potrebbe essere un allentamento delle sue maglie. Il secondo è che tra qualche mese le normative potrebbero cambiare di nuovo e gli adeguamenti che abbiamo fatto finora potrebbero essere insufficienti, addirittura inutili, da cambiare. Vedremo cosa succederà fino al primo luglio dell’anno prossimo”.

Cecilia Valentini

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