WeChat a rischio, bacchettato da Roskomnadzor

Il noto servizio cinese di messaggistica istantanea è finito sotto la lente d'ingrandimento dell'organo di controllo delle telecomunicazioni
WeChat a rischio, bacchettato da Roskomnadzor
08 maggio 11:30 2017 Stampa

Il noto servizio di messaggistica istantanea WeChat sta incontrando alcune problematiche in Russia. Secondo quanto riporta il sito dell’organo di controllo delle telecomunicazioni, Roskomnadzor, il servizio sarebbe stato inserito nel registro di siti web proibiti in base a quanto previsto dall’articolo 15.4 della legge sulla sicurezza delle informazioni. Tale articolo prevede particolari sanzioni per il mancato svolgimento di varie responsabilità imposte dalla legge ai divulgatori di servizi di informazione su Internet. Nell’annuncio non viene però specificata la reale motivazione che dovrebbe portare alla soppressione del servizio, che ad oggi conta circa 800 milioni di utilizzatori in tutto il mondo. 

Ricordiamo che nella Federazione la lotta la software straniero è una priorità ormai da tempo. Una delle prime proposte restrittive aveva contemplato l’aumento della tassazione per i servizi occidentali tra cui apparivano anche Google e Apple. “Big G”, nello specifico, ha da poco concluso un accordo con il Governo russo per mantenere attivo il proprio servizio, dopo un tira e molla che andava avanti da oltre 1 anno. La priorità di Mosca è infatti quella di adottare il programma di import substitution anche nel mondo IT, dove la Federazione vanta diverse eccellenze. E chi non accetta le nuove direttive viene dolcemente accompagnato alla porta, come nel caso di Linkedin, che a breve dovrà sospendere il servizio non avendo voluto installare i propri database in territorio russo.

Negli ultimi anni il comparto IT sta continuando a macinare successi. Come nel resto del mondo, infatti,  anche in Russia stanno aumentando gli utilizzatori del web e delle tecnologie digitali, in particolar modo quelle mobile. L’attenzione del Cremlino è particolarmente cresciuta nell’ultimo biennio, e ha portato all’attivazione di diverse iniziative che di fatto privilegiano il software russo. Non sono mancate diverse proteste da parte dei grandi players mondiali, da Google ad Apple, da Microsoft a Linkedin, ma la verità è che questa nuova politica di supporto al software interno ha permesso di proteggere ed aumentare gli investimenti nei prodotti made in Russia, generando posti di lavoro, occupazione, e tecnologia esportabile. Qualcosa che in molti, anche in Europa, vorrebbero al fine di evitare che i grandi colossi internazionali monopolizzino il mondo IT, sconfiggendo di fatto le piccole aziende e concentrando l’0archiviazione dei dati nelle mani di pochi.

Print this entry

  Article "tagged" as:
  Categories:
view more articles

About Article Author

Davide Lonardi
Davide Lonardi

Giornalista iscritto dall'Ordine Nazionale dal 2011, nutre una particolare passione per il mondo dell'editoria online. Collabora con diverse testate occupandosi anche di strategie di marketing e di personal branding sul web

View More Articles